Le storie nascono dalla pancia

Elisabetta Gnone è una delle scrittrici per ragazzi più apprezzate in Italia e all’estero. E’ nata a Genova nel 1965 e dopo aver vagato per l’Italia un bel pò, ha scelto di fermarsi sulle colline del Monferrato, in una cascina che era dei suoi bisnonni. È stata direttore responsabile delle riviste femminili e prescolari della Walt Disney, per la quale ha ideato la fortunata serie a fumetti W.I.T.C.H. Scrivere da sempre è la sua passione e per questo dal 2004 si dedica completamente alla scrittura di libri per ragazzi. Nel 2005, ha pubblicato il primo libro della saga di Fairy Oak, a cui sono seguiti altri sette libri. Nel 2015, per Salani Editore, è uscito il primo libro della serie Olga di carta, dal titolo Il viaggio straordinario, a cui è seguito, nel 2017, Jum fatto di buio, Misteriosa. Con la serie Olga di carta, porta ai lettori un mondo nuovo e delicatissimo in cui, con garbo e ironia, affronta i temi delle fragilità e delle imperfezioni che ci rendono umani; della “complicata faccenda” del crescere e di come “per diventare splendidi adulti occorre restare un pò bambini”.

Ti definisci una grande lettrice, ma se dovessi spiegare ad un ragazzo perché è importante leggere, cosa diresti?
Direi che leggere è importante per gli stessi motivi per cui lo era ieri e lo sarà domani: per scoprire noi stessi, gli altri, il mondo intorno ed il mondo più lontano.

Quali libri o autori, più di altri, ti hanno fatto scoprire la passione per la scrittura e perché?
Non credo d’aver cominciato a scrivere sull’onda di una passione per un libro o un autore, ma oggi ci sono scrittori che mi stimolano a scrivere e a farlo bene. Ultimamente, perché li ho letti di recente, Natalia Ginzburg ed Ernesto Ferrero.

Chi è stato il tuo maestro?
Ne ho avuto due, due donne, mia madre, che ci leggeva favole da piccoli e ci ha sempre stimolato a essere creativi, inoltre lei scriveva molto bene, ed Elisa Penna, che è stata il mio direttore quando lavoravo alla Walt Disney: era una persona carica di contenuti e di passione che distillava con grazia assoluta in tutto ciò che creava. Da lei ho imparato a rispettare chi legge e a non essere pedante. Me lo ripeteva sempre: “Non essere pedante quando scrivi!”

Come nascono le storie che racconti?
Da stimoli esterni che entrano dentro e cominciano a rovistare. Ho sempre pensato  che le storie si scrivano prima di tutto con la pancia.

Chi sono gli adolescenti per te (oltre ad essere parte importante del tuo pubblico)?
Sono i futuri adulti, coloro che prenderanno in mano il paese, la materia prima del futuro, che trattiamo maluccio, che non prepariamo abbastanza per questo compito, che non stimiamo abbastanza. Olga è fragile come la carta, ma è per questo stesso motivo straordinariamente bella e forte e umana… Esatto, è proprio così.

Quale dei protagonisti dei tuoi racconti ti assomiglia di più o ti è più caro?
Olga mi somiglia in tutte le sue fragilità e nella passione di raccontare le storie. E sono anche un po’ Vaniglia e un po’ Pervinca di Fairy Oak. E anche un po’ Capitan Talbooth, un orso brontolone, con una pessima memoria, che ama il mare e i bambini.

Quali sogni hai nel cassetto?
Sogno immensi finanziamenti messi a disposizione della ricerca per l’ambiente. Sogno che la bellezza e la salute del nostro mondo siano ad un tratto fra le priorità di ciascuno di noi.

elisabettaagnone

Elisabetta Gnone 
illustratrice e scrittrice

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