Alla scoperta di Chioggia. Tra il mistero del Cristo ligneo e l’orologio più antico del mondo

a cura di Daniele Raule

Chioggia ha un fascino straordinario, non solo per il mare ed i canali su cui ogni angolo della città si affaccia, ma per i suoi palazzi eleganti, le sue chiese, i suoi monumenti. Così, quando la spiaggia è si fa troppo affollata, una capatina nel centro storico è una valida e gratificante alternativa.

crocifisso-ligneoIL CRISTO LIGNEO DI SANT’ANDREA

Partiamo dalla Chiesa di San Domenico, di fronte all’omonimo ponte, poco lontano da piazzetta Vigo nel centro storico. Qui è custodito un tesoro di rara bellezza: è  il Cristo di San Domenico. La croce è collocata nella nicchia dell’altare maggiore.  Ci si può avvicinare solo uno alla volta. L’emozione è grande!

Se ci arrivate di domenica, magari dopo la celebrazione delle ore 11, è possibile incontrare in Chiesa chi racconta tutta la storia miracolosa di quel Cristo ligneo.

La leggenda narra che arrivò dal mare. Una versione sostiene che il discepolo di Gesù, Nicodemo, dopo aver fissato il Maestro appeso alla croce, decise di rappresentarne l’immagine nel legno.
Sentendosi però mancare le forze al momento di scolpire i tratti sofferenti del volto, invocò l’aiuto celeste e si assopì.
Al suo risveglio, però, le divine sembianze erano perfette. Tale versione trova conferma anche in un’incisione su rame ai piedi del crocifisso: essa tramanda come il simulacro fu trasferito dalla Terrasanta a Iesi, nelle Marche, dalla confraternita del Santo Sepolcro.
Fu trasportato per mare verso Venezia, ma una tempesta fece naufragare l’imbarcazione.
E così il Crocifisso approdò presso il porto di Chioggia, a poche decine di metri dal luogo in cui fu poi eretta la chiesa, e fu trovato dai padri domenicani. Era la fine del XV secolo.

Un’altra versione della leggenda proviene direttamente da un manoscritto del canonico Antonio Boscolo (XVIII sec).
Narra che il Cristo, in epoca imprecisabile, fu trovato in vicinanza delle palafitte del Ponte di San Domenico. Fu portato solennemente in cattedrale, dove i clodiensi pensavano di custodirlo per sempre; ma durante la notte il crocifisso si trasferì miracolosamente sul luogo nel quale era stato trovato.

Molte altre sono le versioni di una leggenda antica e misteriosa che sa di Sacro e di miracoloso.

LA TORRE CON L’OROLOGIO PIU’ ANTICO DEL MONDO

orologioSe avete a disposizione poco tempo, ma siete avidi di conoscenza, non perdetevi la torre dell’Orologio o campanile di Sant’Andrea.  Si affaccia sul corso principale della città. Dall’alto vi si gode uno spettacolo mozzafiato.

Il Campanile o torre di Sant’Andrea. Si erge maestoso a fianco della omonima chiesa. E’ alto circa trenta metri e la sua origine è romano-bizantina. Veniva utilizzata, infatti, come faro e torre di avvistamento. All’interno della torre si trova l’orologio che vanta il primato di essere l’orologio da torre più antico del mondo, tuttora funzionante.

Apparteneva in origine al vecchio palazzo pretorio ed era collocato nella torre nord ovest fin dal 1386, successivamente fu ceduto dal comune alla parrocchia di Sant’Andrea e collocato in questa torre dal 31 maggio 1839 in occasione della demolizione e ricostruzione dell’antico palazzo comunale.

Non si ha motivo di dubitare che i costruttori siano i Dondi, presenti in città in quel periodo e si dà il caso fossero dei famosi costruttori di orologi e sofisticate apparecchiature meccaniche come l’”Astrario”, di cui è possibile ammirare una riproduzione nel museo civico.

All’interno di questa torre è stata  allestito una sorta di museo verticale, in cui è possibile salire per conoscerne la storia e il funzionamento dell’antico orologio e anche per godere della più bella vista panoramica sulla città.

torreIl Campanile di Sant’Andrea si trova in Corso del Popolo ed è aperto la domenica dalle 10.30 alle 12.30. L’ingresso è ad offerta libera. Per programmare la visita in un giorno diverso dalla domenica occorre chiamare con un po’ di anticipo il numero 389 8986972.

Ricordatevi che per salire non bisogna soffrire di vertigini.

Per la merenda in città  le opportunità sono innumerevoli, fra profumatissimi forni del pane e le friggitorie di pesce o ristorantini con cucine tipiche…

Poco lontano dalla Chiesa di San Domenico c’è il Club del Marinaio. Un tempo non si poteva entrare se non si era vecchi pescatori. Oggi due simpatiche sorelle insieme alla mamma servono dei piatti di pesce indimenticabili.

Se avete voglia di camminare un po’ e di raggiungere la spiaggia, oltre il ponte dell’Unione, costeggiando la riva dei Murazzi arrivate alla Diga e qui, direttamente sul mare aperto, con poco, potete gustare pesce fresco, dentro ad un trabocco.

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