Un museo per lo spettacolo viaggiante

Nella piazza principale di Bergantino, a due passi dalla chiesa parrocchiale c’è il museo della Giostra. Esempio unico in Italia, allestito all’interno del settecentesco palazzo Strozzi, venti anni fa, il museo di Bergantino è il cuore di una comunità, di cui racconta l’impresa straordinaria, allargando lo sguardo alla storia dello spettacolo viaggiante dalla sua preistoria fino ai nostri giorni. Appena varcata la soglia d’ingresso uno specchio deformante ci proietta in un altrove di fantasia. Il percorso si sviluppa dapprincipio su uno stretto corridoio a ricordare il labirinto, che fu il primo esempio di gioco e divertimento viaggiante della storia. Un touch screen di nuova generazione ci racconta la sua origine e l’evoluzione. I giochi e gli spettacoli cari agli antichi romani ci accompagnano verso la sala dove lo spettacolo viaggiante ha inizio. E’ la sala del Medioevo.

Alle pareti sono esposte le rappresentazioni delle antiche fiere, mercati in cui era possibile vendere a acquistare qualunque cosa, ma serviva arte, quella di attrarre l’attenzione. Ecco che i mercanti si attrezzavano di tamburi o strumenti musicali, improvvisavano gag, si trasformavano in cantastorie, saltimbanchi, quando serviva anche cavadenti, maghi capaci di leggere il futuro… altre volte si facevano accompagnare dalle maschere.

Così tra una vendita ed un acquisto la fiera/mercato si caratterizzava sempre di più per essere un luogo di svago e divertimento dove prendeva forma la commedia dell’arte e cominciavano ad avere un gran successo anche i burattini. Dalla fine del ‘700, anche gli spettacoli circensi con i cavalli si confermavano occasioni imperdibili.

Da sempre, il fascino dello spettacolo viaggiante è fissato dalle note dei piani a cilindro azionati a molla e trasportati sui carretti. All museo di Bergantino ce n’è una collezione pregiatissima. Funzionano tutti e dopo averli caricati è impossibile resistere alla festa. C’è uno spallone di inizio ‘800 e persino un piano a cilindro a orchestra. Veniva posizionato nelle sale da ballo.

scalaOltre la sala della musica, una scala buia conduce al piano superiore.

Quando la si attraversa si accendono delle luci rosse scenografiche che illuminano i volti appesi alle pareti. Sono lquelli della donna cannone, dell’uomo con tre gambe, del fachiro, della donna giraffa… Esseri eccezionali che nello spettacolo viaggiante trovavano il loro spazio per guadagnare qualcosa e sopravvivere, diventando appunto attrazione irrinunciabile.

Raggiunto il primo piano ci accoglie una serie ricchissima di modellini di giostre fabbricate e brevettate proprio a Bergantino.

Si accede di seguito alla stanza della memoria del cateneterritorio. Vi sono raccontate le vite di Bacchiega, Favalli e Protti delle loro mogli e delle loro famiglie che dal 1929, inseguendo la sopravvivenza, hanno realizzato un sogno, di cui l’Italia intera va fiera.

donne-viaggioL’ultima sezione del museo è uno sguardo sull’alta tecnologia delle giostre prodotte oggi a Bergantino ed esportate in tutto il mondo. (Di questa realtà tanto entusiasmante e ricca racconteremo presto molto di più ndr). Sono il professor Tommaso Zaghini, bergantinese doc, studioso, curatore dei contenuti del museo e direttore dello stesso e la dottoressa Elvia Arcellaschi ad averci accolti a Bergantino e guidati lungo un percorso entusiasmante e folle insieme. Quando torniamo al pianterreno abbiamo l’impressione di aver fatto un viaggio nella fantasia, e nel tempo, ma soprattutto di aver incontrato una parte di Polesine che con la sua intraprendenza, il coraggio e l’energia allegra e positiva ha ancora molto da insegnare.cavalli

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